La crudeltà non detta delle gite scolastiche

Anonimo

Comunque penso che le gite scolastiche di vari giorni siano la cosa più difficile per un adolescente. Non c’è mai stata una volta in cui io stessi bene con gli altri. Alla fine vieni fuori il vero essere di tutti. Chissà cosa pensano di me.
Il fatto è che questa volta pensavo sarebbe stata diversa. Ma l’illusione ormai fa parte di me, penso che non potrei vivere senza. Forse è la via più semplice da prendere, piuttosto che affrontare la realtà.
Cavolo,mi sembravi diverso. Ma il problema sono io,da sempre. Vorrei solo poter chiedere a tutti voi come fate a superare le situazioni come se nulla fosse mai successo. Come fate a passare davanti ad una persona con cui avete parlato più volte, senza porle nemmeno un sorriso? A questi punti però mi viene da pensare che non sono solo io il problema. Come mai la gentilezza è scomparsa? Perché fate finta di non conoscere le persone, ma poi gli parlate nuovamente, come se aveste strappato la pagina precedente e steste cercando di incollarla di nuovo alle altre? Mi piacerebbe capire questo, così da fare come voi. Ma poi mi ricordo che non riuscirò mai ad essere come voi. Ti penserò sempre nelle piccole cose, magari anche ricordando una stupidaggine detta in una conversazione frivola; ma forse per te l’unica cosa frivola era ciò che si sarebbe potuto creare fra noi. Come? Qual è il vostro segreto per non restare illusi, ma illudere, sempre. Con quale coraggio vi approfittate così tanto delle persone, svuotandole? A voi poi cosa rimane, dato che non ci salutiamo nemmeno più?
Vorrei veramente capire come funziona il vostro cervello, per capire se effettivamente sono io ad essere sbagliata e diversa, o voi, che riuscite a dimenticare le persone come un bimbo si dimentica del gioco vecchio alla vista di quello nuovo.