Se un giorno ci sarà pace

Emma Sguazzini

Se un giorno il massacro terminerà
e ci sarà pace per un popolo dilaniato,
allora tutti gli ipocriti diranno al loro vicino
che loro, dalla parte degli oppressi, ci sono sempre stati.

Porteranno fiori alle targhe commemorative
e istituiranno una ricorrenza vacua,
si batteranno il petto e ripeteranno, come pecore
in un gregge senza guida “mai più dovrà avvenire
cosa simile”.

I macellai si puliranno le mani
lorde del sangue degli innocenti, e piangeranno
di fronte alle telecamere dei loro lacché, chiedendo perdono,
affermando di essere stati sviati, di non sapere.

Si giustificheranno i civili, fingendo ignoranza,
nascondendo i pacchetti vuoti di pop corn
mangiati seduti a guardare i bombardamenti.
Piangeranno le loro lacrime bugiarde, e il mondo li perdonerà.

Gli unici a non piangere saranno i morti
i bambini dilaniati dalle bombe e i neonati morti di fame,
Le vittime innocenti di uno sterminio ignorato:
uccisi nuovamente dall’ipocrisia postuma degli ignavi.
Così sarà, se ci sarà mai pace.