Alessandro Sessa

Sintonizzandosi su un qualunque telegiornale ci si potrebbe trovare di fronte a un servizio sulle forze mercenarie, meglio note come PMC (Private Military Company); tra queste la più nota e famosa è il Gruppo Wagner di Dimitri Utkin.
Utkin non era un principiante anzi, era uno dei migliori “musicisti” che si possono comprare sul mercato, è morto assieme a Yevgeny Prigozhin nel famoso schianto aereo del 2023.
Ex tenente colonnello del GRU,fuggito dal KGB con documenti sensibili, insignito del titolo di eroe della Russia, Utkin era la mente dietro Wagner mentre Prigozhin ne era il volto.
Ad oggi le PMC sono molte e operano nei teatri di guerra più disparati ma ciò che fa riflettere è il perché: perché ad oggi un paese come la Russia permette a dei mercenari di comporre una parte delle sue forze di terra? Che ruolo hanno i mercenari e a chi fanno capo? Dove sono stati dispiegati e quanti occhi siamo disposti a chiudere, in machiavelliana maniera, per ottenere un risultato positivo per tutti? Andiamo con ordine: Le forze di terra della federazione russa danno asset, quindi soldi,armi e informazioni, a Wagner, il nome in codice di Utkin, per via della sua fama e della sua conoscenza della materia. Questo è fatto per via della sostanziale differenza tra i militari nazionali e quelli “esteri” della Wagner cioè la loro provenienza e la loro versatilità,di cui parleremo dopo: i militari regolari della Federazione hanno un nome, un cognome, sono schedati all’anagrafe diremmo noi, hanno una famiglia e la loro morte ha un impatto sulla popolazione civile, mentre gli uomini di Wagner, no. I “muzykanty” infatti sono per una grandissima parte detenuti, avventurieri e spostati mentali che il sistema giudiziario russo ha volentieri dato a Prigozhin come carne da cannone passando dai 1000 ai 50000 uomini;capirete che con una provenienza simile a nessuno importa veramente della sorte di queste 50000 anime, 50000 soldati sono un corpo d’armata per intenderci e con questi numeri,di uomini che formalmente non esistono, si possono lanciare diverse operazioni offensive,i mercenari sono sacrificabili: altri membri della Wagner sono cittadini non russi che provengono dai posti più disparati,anche dall’Italia, che hanno abbandonato la loro vita cambiando pelle, diventando un’altra persona, in più, alla Wagner il ministero della Difesa russo ha concesso la proprietà del centro di addestramento di Molchino, nel Krasnodar,forse per farli sentire in debito o semplicemente per dargli una struttura ossea salda, pronta per la Siria: nel 2023 si è avuto la prova di quanto frega al “datore di lavoro” dei propri mercenari: lo Zar ha fatto uccidere i leader di Wagner perché non obbedivano e nessuno ha battuto ciglio, fossero stati soldati regolari ci sarebbe stato un processo e poi una fucilazione, certo, ma sarebbe passato in pompa magna, così invece è andato sepolto nella storia.
Gli interessi russi in Siria sono da sempre legati al petrolio mediorientale; nel settembre del 2015, con appena 2000 uomini, i “muzykanty” sono stati assunti tramite un contratto tra la compagnia siriana GPC e la shell company (compagnia fittizia) Evro Polis, dietro la quale si nascondeva il Cremlino in particolare il KGB: per la Wagner fu un vero e proprio battesimo del fuoco, lottarono contro le sacche di ribelli che rovesceranno Assad nel 2024 rispondendo sia al Cremlino che al loro capo: questo dimostra che il ruolo dei contractors non è mai del tutto marginale dallo scacchiere principale, anzi, sono una forza utile per far pendere la bilancia dall’una o dall’altra parte e il loro impiego viene coordinato sia dal loro capo,Utkin in questo caso, sia dal “datore di lavoro” denotando un sinergia che ci si aspetterebbe da dei militari regolari. L’ultima domanda riguarda la visione che gli occidentali, in particolare i civili, hanno dei mercenari: infatti la Wagner una volta dispiegata in Siria, come in Africa, non ha fatto solo gli interessi dello Zar ma anche quelli europei: in Mali, contingenti francesi se la intendevano con i “musicisti” per delle missioni di controllo e sorveglianza, mentre in Siria la Wagner ha avuto un ruolo fondamentale nel contenimento delle battute di espansione dell’ISIS: perché? La risposta è molto semplice, versatilità: i mercenari non hanno bandiera,ufficialmente,si possono schierare ovunque e nel numero che più fa comodo, ogni governo può negare il proprio coinvolgimento se le cose andassero storte e i contractors non sono soliti rispettare le regole dell’ONU, sono come un mastino senza guinzaglio. Se li osserviamo da un punto di vista utilitaristico i mercenari operano come meglio credono per completare la propria missione, il fine giustifica i mezzi, ed è più facile raggiungere il proprio fine con uomini disposti a tutto pur di essere pagati, che non hanno limiti né confini. Per cui c’è da chiedersi, cosa siamo disposti a lasciare che accada nel mondo, finché non ne siamo direttamente coinvolti?
