CI SENTIREMO MAI PRONTI?

Aurora Iannelli Ferla

 “Non ti sentirai mai pronto, perché essere pronti non è una sensazione, ma una decisione.” 

Questa è la frase da cui voglio partire, perché posso dire che a ciò io ci credo pienamente. Sono giorni, settimane che scrivo frasi, titoli, di partenza per qualche articolo, ma alla fine? Nulla, mai nulla. Devo ammettere che scrivendo ciò mi sta venendo un po’ da ridere, mi dico: “cavolo lo sai quanti passi avanti hai fatto” cosa che da un po’ di tempo aveva preso a farmi paura. Infatti oggi vi racconterò una minuscola, anzi forse non tanto minuscola parte di me. Circa 6 anni fa mi sono ammalata e per tutti questi anni ho continuato a sviluppare comportamenti e pensieri molto disfunzionali e altrettanto irrazionali. Questi comportamenti sono cambiati nel corso degli anni, alternandosi senza che io nemmeno me ne accorgessi fino a che non troppo fa, circa 1 anno fa, tutto ciò mi ha portato quasi alla morte. “Perché scrivi questo?” vi chiederete perché probabilmente, ecco, lo scrivo perchè io mi ero sempre detta che nel momento in cui io mi sarei sentita “pronta” allora, solo allora, avrei fatto qualcosa (non so nemmeno cosa); ma spoiler questo momento non è mai arrivato perché come dice la frase iniziale “non ti sentirai mai pront*, perché essere pronti non è una sensazione, ma una decisione” . Io questo l’ho imparato a mie spese: purtroppo anche dopo la situazione a cui ero arrivata non mi sono sentita pronta, ma per fortuna posso dire ora sono stata obbligata da specialisti a ricoverarmi; non affermo che sia sempre la cosa giusta, ma comprendo che ora non sarei qui a scrivere queste parole disordinate se non lo avessero fatto. Il primo giorno, appena arrivata in reparto, mi dissero cose a cui non avrei mai voluto credere ma che invece erano vere; allora controvoglia iniziai a fare tutto ciò che mi dicevano per scappare da ciò che temevo di piu (chiamiamolo per convenzione Tatiana) Ormai ero tornata a casa dopo circa un mese in ospedale , Tatiana me l’ero scampata ma purtroppo non avevo ancora preso quella decisione di essere pronta al cambiamento, infatti la situazione non ha fatto altro che mutare rimanendo sempre un grande problema. Infatti durai poco a casa e questa volta, con il mio accordo, andai in una struttura questa volta più specializzata, Tatiana qui però mi prese (o forse io la cercai, ma questa è un’altra storia), e passai 2 mesi con lei fino a che, passo trascinato dopo passo trascinato, la salutai e me ne tornai a casa. Mi era stato detto di entrare in un’altra struttura, ma io decisi di non andarvi e mi dissi “me la caverò” , “ farò in modo che tutto vada come voglio io” e invece lettore, ti dico un segreto, il nostro corpo è molto più perfetto di quanto crediamo, e infatti così non fu, sprofondai nuovamente in una voragine: ero arrivata ad un punto in cui ero convinta di essere impotente…. Ma un giorno dopo tanto, tanto tempo decisi finalmente di essere pronta o meglio decisi di voler decidere di essere pronta. Questa fu e rimane tuttora la mia salvezza; la strada è ancora lunga, lunghissima e ammetto di non riuscire a vederne ancora una fine ma sono arrivata ad un punto in cui tra la nebbia fittissima mi piace immaginarla di sfuggita, quasi in segreto. Perché so che per una volta sono davvero io a decidere. Infine voglio terminare questo articolo con un’altra frase che ho letto negli ultimi giorni: “il primo passo non ti porterà dove vuoi ma ti toglie da dove sei” Quindi cavolo, prova, buttati, lanciati; prendi quella decisione che non ti sei mai “sentito” pronto a prendere, cadi, rialzati o magari stai a terra per un po’, ma non restare bloccato con il rimpianto di cio che avresti potuto fare!