Lucrezia Tancredi

Dopo una bellissima lezione sulla Resistenza italiana, ho apprezzato particolarmente la moralità e le motivazioni, celate dietro agli ideali di libertà e uguaglianza, presenti in quelle persone, ideali condivisi sia da membri appartenenti all’estrema sinistra e sinistra liberale e moderata, ma anche da esponenti della destra centrista, insomma princìpi COLLETTIVI.
La collettività delle idee porta a delle riflessioni sulla politica moderna, o per meglio dire, dei quesiti: cosa resta della memoria collettiva? cosa resta delle imprese eroiche di quegli individui, che hanno sacrificato la propria vita, pur di difendere la libertà, diritto sacro, inalienabile e inviolabile? Questi ultimi attributi risalgono addirittura al XVIII secolo, quando nella Rivoluzione americana e Rivoluzione francese il diritto stesso, era ritenuto una realtà sancita nell’animo umano, appartenente a TUTTI gli uomini.
Oggi invece, la politica appare sempre più individualista e subordinata agli interessi dei singoli schieramenti politici, piuttosto che mirata a una serie di compromessi, rivolti al benessere d’insieme; basti pensare ai risultati degli scorsi referendum , difatti una parte della popolazione ha espresso un voto, basandosi esclusivamente sulle proprie simpatie politiche, scegliendo categoricamente di non documentarsi sulle questioni su cui riflettere, ma così facendo si rischia di perdere il significato dei valori di cui ho parlato in precedenza, che sono stati difesi con enormi sacrifici, spesso fino alla vita. Forse la vera domanda, che sottopongo, è se siamo ancora in grado di ricordare quegli ideali, per poi apprenderli e metterli in pratica.
